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Blocchi e Gatekeepers

Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance© Dal volume Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance, Franco Angeli editore, Milano. Autore: Daniele Trevisani

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Il due sistemi di blocco della performance: i gatekeepers

Le performance potenziali sono bloccate da due sistemi di filtri o gatekeepers (letteralmente, chi decide chi passa o no dal cancello): i filtri interiori e i filtri esterni.

I filtri interiori – credenze, abitudini sbagliate, lacune formative e di competenze - possono essere trattati, il viaggio verso l’emancipazione è difficile ma possibile.  I filtri esterni sono decisamente più ostili e refrattari, poiché coincidono con intere culture e comportamenti, che poi ritroviamo in persone specifiche e detentori di potere.

 

 

 

 

 

 

                                                                                

 

 

 

 

 

 

Spieghiamoci con qualche esempio: se una persona ha un buon potenziale come studioso e ricercatore ma non conosce i metodi di studio ottimali, possiamo allenarlo, fornirgli competenze per studia meglio, e le sue prestazioni scolastiche o universitarie aumenteranno. Ma se un ricercatore eccellente viene bloccato perché il sistema universitario è clientelare, dominano i raccomandati e la politica (e non il merito), le sue performance saranno di fronte ad un enorme muro, un cancello invalicabile. Il sistema non offre spazi per le sue performance, e le uniche alternative sono autoridursi o andare altrove. Ed infatti la fuga di cervelli dalle aziende o da intere nazioni è un fenomeno ben noto e drammatico.

In azienda, possiamo avere manager di buon potenziale, desiderosi di crescere, e fornire loro strumenti tramite la formazione e il coaching. Tuttavia, se la direzione aziendale non ha spirito di ricerca, è chiusa, ignorante, non premia il merito, vi sarà ben poco spazio per esprimersi.

Un atleta può allenarsi con enorme impegno e volontà, diventare forte, capace, ma se il suo allenatore non gli offre (o peggio gli preclude volontariamente) le occasioni agonistiche giuste, rimarrà nell’ombra.

In ogni organizzazione può accadere che gli high potentials (persone di alto potenziale) – risorse preziose e linfa vitale – diventino problemi, rischi da eliminare, qualcuno che diventi un potenziale futuro concorrente, qualcuno che “fa ombra” agli attuali leader, materiale umano che va sistematicamente truffato, riempito di bugie, preso in giro, fatto attendere, deviato, ridotto, ammutolito, depotenziato, circoscritto, perimetrato, osservato, castrato.

Viene da dire che vi sono intere ideologie, come il comunismo, i capitalismi sfrenati, i fondamentalismi religiosi violenti, i nazismi, e intere nazioni che praticano nei fatti una sistematica riduzione del potenziale individuale, lavorano per amputare, per chiudere la vita entro recinti, praticano la morte spirituale degli altri come filosofia e metodo per la propria sopravvivenza, sopprimono il pensiero che diverge.

È decisamente eroico compiere un viaggio oltre le barriere che ci vivono dentro, poiché questo significa anche trovare l’umiltà di mettersi in discussione e non sentirsi arrivati, ma è altrettanto e ancora più eroico continuare a credere in qualcosa di forte e lottare contro i blocchi esterni, cercare vie alternative e strade per arrivare a realizzare i sogni e gli ideali che i sistemi esterni bloccano.

Il nostro interesse quindi è anche politico: nel momento in cui la liberazione del potenziale individuale possa diventare un fenomeno di massa assisteremo  mutamenti positivi travolgenti, incommensurabili.

La sfida è enorme. Il campo è certamente affollato da studi, ricerche e metodi, ma abbondano gli improvvisatori e i venditori di fumo, e come ambito di ricerca di certo non si può considerare concluso, i fatti della realtà umana, squallide esistenze, sofferenza e dolore diffusi sull’intero pianeta, lo dimostrano senza scampo. Chi sostiene che nelle scienze umane sia già stato detto tutto afferma una ipocrisia che viene smentita appena si esce dalla porta.

Se fosse vero, la realtà dovrebbe essere magicamente priva di problemi, e felice per tutti, ma non è così.

Finché in Africa o nel Sud del mondo (e in molti strati sociali dell’intero pianeta) un bambino che si alza non ha da mangiare, il lavoro non è finito. Anche un solo bambino che soffra ingiustamente sul piano fisico (malattia e denutrizione) o psicologico (per deficit dei sistemi educativi) deve tenerci impegnati e dirci che il lavoro non è finito.

Per chi abbia già raggiunto un certo grado di benessere materiale, se il primo problema che viene in mente la mattina non è quello di crescere se stessi e gli altri, di contribuire ad una causa, il lavoro non è finito.

Finché avremo aziende condotte in modo nepotistico, manager arroganti, o insufficientemente preparati, o privi di visione, il lavoro non è finito.

Finché avremo organizzazioni e università in cui viene praticata la sistematica distruzione della meritocrazia, spadroneggiano la politica e i raccomandati, il lavoro non è finito.

La sfida del produrre qualche innovazione significativa in questo campo è importante, anche perché – in caso di successo – permette di avere più strumenti per affrontare l’evoluzione personale, aiutare le persone concretamente a crescere, da qualsiasi posizione di partenza si parta.

Il presupposto di base di tutto questo lavoro è in una visione illuministica dell’essere umano e del suo sviluppo.

L’aspetto più interessante dell’essere umano è nel suo potenziale ancora non espresso, la sua enorme possibilità di evolvere.

Dietro ad ogni embrione si può nascondere un grande scienziato, un profondo filosofo, un eccezionale atleta, un ottimo manager, un padre o una madre piena di amore. La cultura in cui cresce la persona, gli stimoli che riceve ma soprattutto quelli che non riceve, i maltrattamenti, le diete di stupidità ideologica e mentale, veleni fisici e mentali, le vessazioni psicologiche, impediscono a questi fiori di crescere, e agiscono come defolianti chimici anche su chi stia per sbocciare o lo abbia già fatto.

I fiori che resistono ai veleni e all’omologazione culturale, oggi, sono veramente pochi.

Le bugie raccontateci sul fattore genetico come limite invalicabile sono utili più a coprire le lacune dei sistemi educativi, le arretratezze scientifiche e sociali, che a ragionare seriamente sul potenziale dell’uomo.

L’essere umano ha una enorme capacità di crescere ed evolvere, sempre.

Questa potenzialità di crescita travalica ogni età, stato e condizione, e un rapporto formativo adeguato permette di trovare strade e percorsi per farlo.

Raggiungere e superare il proprio potenziale è possibile - un potenziale che si trova sempre infinitamente più in alto rispetto al punto di partenza.

 

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